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Welcome to Australia!

Written by Published on Senza categoria

G’day peeps!

Sooooo…a bit of a recap: un mesetto fa ho lasciato la mia strategica postazione allo Studio Interpreti e sono volata in Australia, per la precisione a Melbourne (o come si dice da queste parti “down South”). Il motivo che mi ha spinto a prendere il coraggio a due mani e a partire da sola fuori dalla mia “comfort zone” in una terra così lontana (e gli italiani o “wogs” non sono certo una novità, dato che siamo almeno 300.000!) è il desiderio di vivere un’esperienza unica nella vita che mi arricchisse a livello personale, linguistico e culturale e potesse offrirmi una nuova prospettiva sulla società, sul lavoro e sulle abitudini delle persone, sul lifestyle, sull’approccio verso culture diverse e sulla convivenza e l’interazione tra queste stesse culture in un Paese che storicamente nasce come Paese di immigrazione. Oggi, a un mese di distanza dalla mia partenza, mentre la città si prepara con luci e decorazioni a “Chrissie” (parlerò anche delle mitiche abbreviazioni australiane nei prossimi post), sento già di aver percepito molte di quelle differenze antropologico-linguistiche che danno un senso alla mia presenza in questo continente e che mi piacerebbe condividere con tutti i follower dello Studio Interpreti.

Quindi, iniziamo col dire che la prima regola è: abbreviate qualsiasi parola. Less&Lazy is more! Mi viene quasi da fare un paragone con il francese, che fa cadere sempre le parole su una sillaba che termina per vocale come “resto”, “ado”, “ecolo” o “dispo”, anche se il mio feeling è che i francesi lo facciano proprio per alleggerire la conversazione, con meno “chill”, if you know what I mean!

Seconda regola: quando volete esprimere accordo, la parola giusta, qui come in Nuova Zelanda, è “Sweet” (anche se non vi trovate in una cioccolateria o nell’affollatissima Gelateria Messina in Smith street ^^ ). Infatti, che siate seduti in uno degli iconici Melbournian trams o dal medico a fare una visita o addirittura durante un incontro iperformale (che poi non è mai formale come in Italia, trust me!), sentirete sempre e comunque l’espressione “sweet” o “sweet as”. Il contesto permette di coglierne facilmente il significato. Ad esempio, l’altro giorno ho mandato un messaggino a un mio amico aussie chiedendo “How are you going, mate?” (qui si usa al posto di how are you doing!) e la sua risposta è stata “pretty sweet thanks!” (meaning “all good thanks”, I’m all right, thanks”) ma potreste benissimo sentirlo come sinonimo di “awesome” or “cool” (altre espressioni passepartout). Per esempio, quando dicevo alla mia “homie” (coinquilina) che ho fatto diversi colloqui di lavoro, la sua reazione immediata è stata “awww, sweet as!”.

Un altro modo per congratularsi con qualcuno, come forse molti di voi sapranno, è “good on you!”o “good on ya!”. Alcuni lo utilizzano anche come saluto per congedarsi – l’ho sentito in giro – ma secondo fonti a me vicine si tratterebbe di un uso “bogan” (i bogan sono i nostri tamarri o buzzurri, su questo punto tornerò prossimamente!). Altri sinonimi leggermente più informali sono “Cool as”, “Sick!” o “Rad!!” – tutte esclamazioni per esprimere entusiasmo come un vero “True Blue” (= aussie!!).

Quindi riassumendo: siate sempre super-dolcissimi mi raccomando! Come vedete il materiale linguistico-culturale non manca, quindi ci riaggiorniamo presto con tanti aneddoti interessanti.

Per il momento, See ya, mates!

Karen o meglio Koalaren (vedi foto scattata in un centro commerciale e assolutamente indicata!)

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Website: au.linkedin.com/in/karengammarota

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